Parkinson: ballare tango fa bene. A Bologna parte il primo progetto

A Bologna da sabato 23 settembre 2017 parte il primo progetto di Tango per il Parkinson

Ballare Tango fa bene a chi soffre del morbo di Parkinson, contribuisce a ridurre i sintomi e migliora la qualità della vita. E’ ciò che dimostrano, dal 2008 ad oggi, le innumerevoli ricerche scientifiche sull’argomento che sono state il punto di partenza per costruire il progetto, il primo a Bologna, realizzato dall’Asd OliTango grazie al contributo economico del Quartiere Savena di Bologna e in collaborazione con: IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, Iniziativa Parkinsoniani ONLUS, AICS Comitato Provinciale di Bologna, Profutura ONLUS, Associazione Riabilitango di Milano. Se desideri partecipare al progetto clicca quì

Molteplici gli studi sull’applicazione del Tango per il Parkinson

“L’analisi di tutti gli studi disponibili è stato il punto di partenza per la costruzione del progetto”, dice Maria Calzolari, Presidente dell’Asd OliTango, “alla luce degli indubbi benefici, con il nostro progetto desideriamo offrire questa opportunità a tutte le famiglie che si trovano ad affrontare la malattia”. 

Prestigiose università hanno analizzato gli effetti che ballare il Tango ha sulle persone con il morbo di Parkinson: la Washington University School of Medicine in St.Louis (USA), l’Emory University School of Medicine di Atlanta (Georgia), la Faculty of Medicine McGill University di Montreal (QC, Canada) per citarne solo alcune. I risultati sono molto incoraggianti ed è possibile consultarli prevalentemente su PubMED, libreria del National Institutes of Health degli Stati Uniti.

I risultati dello studio del Dott. Earhart a Washington: miglioramento dei sintomi fisici

Tra le indagini realizzate, molto interessante è quella del neurologo dell’università di Washington, Gammon M. Earhart, per la Parkinson’s Disease Foundation, su 52 persone con la diagnosi del morbo e riportata dalla rivista Il fatto quotidiano proprio pochi giorni fa (per la lettura integrale dell’indagine: clicca quì)

Il tango incorpora molti dei movimenti che le persone con Parkinson hanno difficoltà a fare, tra cui la rotazione“, spiega il Dott. Earhart. “Ad esempio, spesso si verificano delle cadute quando le persone con Parkinson tentano di ritornare indietro. Se tu balli il tango nel ruolo di chi segue, stai ballando all’indietro e impari una strategia per farlo. Inoltre, nel tango ci sono molti inizi e arresti. L’apprendimento per eseguire e gestire questi movimenti potrebbe essere utile per le persone con Parkinson “.

Da queste ipotesi il dottor Earhart ha iniziato a studiare il Tango per la malattia di Parkinson su 52 volontari che vivevano con la malattia di Parkinson e che avevano problemi comuni con il movimento e l’equilibrio. All’inizio dello studio, essi stavano eseguendo livelli simili di attività fisica. Circa una metà dei volontari sono stati assegnati a prendere lezioni di tango per un anno, sotto la supervisione del dottor Earhart e dei suoi colleghi; l’altra metà ha mantenuto le normali routine. È risultato che molti degli studenti del Tango hanno sperimentato un miglioramento dei sintomi della loro malattia di Parkinson. Erano anche in grado di camminare più in fretta, e il loro equilibrio è migliorato. Nel gruppo che non ballava Tango, i sintomi di movimento sono peggiorati o si sono mantenuti fermi.

Ballare Tango migliora la vita sociale

I ricercatori hanno anche scoperto che, nel corso di un anno, le persone con Parkinson, che avevano imparato Tango, hanno aumentato la loro partecipazione ad attività ricreative come fare shopping, vedere film, fare giardinaggio; e attività sociali come mangiare fuori e trascorrere del tempo con gli amici. In molti casi, stavano riprendendo attività che avevano messo da parte quando era stato loro diagnosticato il Parkinson. Nel gruppo non-Tango, tali cambiamenti non sono stati osservati.

E’ necessario ballare Tango regolarmente per mantenere i benefici!

Come per tutte le forme di esercizio, i benefici del Tango sono diminuiti quando la gente ha smesso di farlo. Ma il dottor Earhart ritiene che la gente possa trovare più facile mantenere il Tango di quanto non sia tenere il passo con i programmi di esercizio tradizionali. “La gente ha più probabilità di continuare a farlo solo perché gli piace!” sostiene il dottor Earhart.

 

 

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